Posted on Venerdi, 13 Agosto 2010
Noi ci copriamo di ridicolo temendo una morte sola, mentre siamo morti e stiamo morendo già tante volte! […] L’uomo maturo viene meno quando diventa vecchio, e il giovane perisce nell’uomo maturo, e il fanciullo nel giovane, e nel fanciullo l’infante - l’uomo di ieri è morto in quello di oggi, e l’uomo di oggi muore in quello di domani: nessuno rimane quello che era, non c’è chi sia un solo uomo, tutti noi siamo molti uomini nel nostro divenire, mentre la materia gira e scorre attorno a un’unica apparenza, a uno stampo comune.
Plutarco, L’E di Delfi, in Dialoghi delfici, Adelphi, Milano 2006, pag. 155
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